Il Santuario di Montenero è casa

Santuario di Montenero, 28/06/2025

Massimo

Sono sedute sulla terrazza del castello, ma i loro occhi guardano verso l’alto, verso il santuario che oggi sembra quasi prendersi gioco di chi l’osserva, nascosto dentro a una nuvola bassa. Parlano e le vedi incamminarsi su quel sentiero che hanno percorso un’infinità di volte, bambine, ragazze, donne, madri, da sole o per mano con i nonni, i genitori, i figli. E anche adesso sono qui, mano nella mano.

Roberta

Il camino che porta al santuario è bello, intimo, per me è pieno di ricordi. E’ un cammino spirituale, interiore, che puoi anche fare, se lo desideri, con un rosario in mano, recitando una preghiera, confidando alla Madonna di Montenero le proprie preoccupazioni, le proprie ansie. E quando sei arrivata in cima, il corpo è più affaticato, ma il cuore è più leggero. Lassù è come entrare in un’altra dimensione.

Fabrizia

La mia prima volta al santuario? Non c’è una prima volta. Il cammino per il santuario c’è da sempre, ci sono salita ancor prima di nascere, quando ero nella pancia di mia madre. Ed è successo anche a me, quando aspettavo da due mesi mia figlia, e arrivata su mi sono sentita svenire. Non l’avevo ancora detto a nessuno, sono stata sdraiata con la testa sulle ginocchia di mio padre fuori dalla chiesa e alla fine ho dovuto dirlo lì, a tutti. Chissà a quante altre persone è successa la stessa cosa. Perché era ed è normale andarci, in ogni condizione, a ogni età, per giocare, parlare, riflettere… riconciliarsi con sé stessi e con il mondo. Una forma di spiritualità che va oltre la religione.

Massimo

C’è un’età per ogni cosa, si gioca con i giochi della propria infanzia, poi arrivano i libri sul prato, poi gli amori, le gioie e i dolori. Al santuario ci si va al di là del fatto religioso, spirituale. Roberta

Come tutti i cammini, anche questo ricorda il cammino della vita. Se lo fai compi un atto di libertà. Ti muovi, sali, vai avanti, dentro e fuori di te. E così ti accorgi di crescere.

Fabrizia

Per me il santuario coincide anche con la mia vita istituzionale, così come per il tempo libero. Non c’è differenza perché fa parte della mia vita, della nostra vita. Il santuario è comunità.

Massimo

Lo si percorre da soli, in famiglia, con gli amici, questo cammino. Ed è bello che in un mondo che cambia, ci sia qualcosa di immutabile, che non cambia mai. Forse siamo noi che cambiamo.

Roberta

I nostri vecchi ci andavano scalzi a lavorare. Quando salivamo con nostra madre e lei vedeva qualche muretto caduto lungo il sentiero, si lamentava del fatto che fossero stati i cinghiali ad abbatterlo, ricordando la fatica di chi aveva portato fin lì quelle pietre caricandosele sulle spalle.

Fabrizia

Il santuario è qualcosa che fa parte della nostra famiglia. E non poteva essere diversamente, con un nonno massaro, il nonno Brizio. A volte mi chiedo se tutto questo sopravviverà in futuro e qualche timore ce l’ho. Noi siamo riusciti a conservare tutto e a trasmettere questo valore ai nostri figli. Ma il santuario è l’ultimo baluardo. Se lo dovessimo perdere non ci sarebbe più comunità. Vincerebbe l’indifferenza.

Roberta

Il santuario è la stella cometa, è il ricordo del nonno Arturo che nella casetta in cima al monte reinventava le storie di epica per tutti i bambini. Era la loro villeggiatura, il luogo per staccarsi dalla quotidianità.

Fabrizia

E’ l’attesa dei giorni di festa in cui salire, la gita con i familiari, il ricordo delle generazioni passate. La speranza è che i giovani mantengano viva questa tradizione che non è forma, ma è sostanza.

Roberta

Il Santuario per noi è nostra madre. Qui percepiamo la sua presenza, è come se fosse qui con noi, magari in chiesa ad aspettarci per cantare insieme l’inno a Maria di Montenero.

 E’ come se le potessimo parlare ancora senza dire nulla.

Fabrizia

I sentieri per me sono sinonimo di libertà, di connessione con il mondo. Mi piace camminare, anche da sola con il mio cane. Nella mia vita ho sentito più volte la necessità di allontanarmi, per poi tornare. Mi sento pronta per nuovi cammini consapevole che questa è casa mia.

Sono Roberta Pecunia

Sono Fabrizia Pecunia